Karate giovanile preagonistico - Karate agonistico - Karate amatoriale

Il Karate è una delle più antiche e nobili arti marziali orientali, nata nelle isole Ryukyu (la cui più grande isola è Okinawa) in Giappone, si è poi diffusa in tutto il mondo, sulla scia di diverse Scuole che sono sorte ad opera di diversi Maestri e dei differenti stili che le caratterizzano e la cui varietà costituisce, tutt'oggi, uno degli aspetti tipici di questa disciplina. Tutto ciò ha contribuito a rendere grandi le tradizioni del Karate ed a circondare di un alone di leggenda e miticità i vari Capiscuola che hanno contribuito a costruirle, facendone la storia ed esportandone i principi fondamentali in ogni continente, fino alla sua consacrazione e sport universale. Il Karate (kara significa vuoto e te significa mano) è una disciplina che si pratica senza armi, a mani nude. Impone una particolare cura nella preparazione del fisico e, attraverso un esercizio continuo e ripetitivo delle varie tecniche, educa il carattere del praticante, abituandolo in tal modo a dominare le reazioni istintive che si determinano nell'ambito dell'emotività umana. Tale aspetto fondamentale ne fa uno sport completo, di impegno fisico perfettamente simmetrico, in quanto prevede ed impone l'intervento e l'utilizzo di tutto il corpo per compiere le azioni sia di difesa che di attacco. Unica, essenziale, imprescindibile condizione: non si devono mai affondare i colpi sull'avversario, ma soltanto "mimare" il gesto tecnico nelle sue componenti di velocità di esecuzione e precisione, e tale condizionamento sottopone il Karateka ad un esercizio di continuo autocontrollo che si riflette positivamente nella vita di tutti i giorni. Anche per questi motivi, non ci sono controindicazioni nella pratica del Karate, che è, pertanto, aperto e consigliato a tutti, uomini e donne, giovani, adulti ed anche anziani, per le positive ripercussioni sotto l'aspetto dell'acquisizione ed il mantenimento dell'efficienza fisica e di quella mentale. Infatti, l'impegno aerobico-anaerobico alternato, con fasi di lavoro prevalentemente sottomassimali, con solo alcune punte a livello massimale, offre la possibilità di dosare agevolmente gli sforzi secondo i diversi parametri individuali, come età, sesso, condizione fisica, capacità tecniche. Se vi si aggiunge che offre la possibilità di stemperare e controllare le istintive aggressività e che induce al più totale rispetto dell'avversario, si comprende il successo crescente di questa disciplina, che viene sempre più considerata "sport per tutti". Il Karate italiano è, da anni, in campo agonistico, ai massimi vertici mondiali, con successi conseguiti nelle più importanti e prestigiose competizioni. Tutti i più grandi avvenimenti hanno visto Karateka azzurri salire sui gradini del podio, segno di una scuola e di una tradizione vincenti che non accennano a venire meno.

Nel karate vi sono due tipologie di lavoro: il kata ed il kumite. Il kata è un combattimento reale, contro avversari immaginari, eseguito singolarmente e a squadre in composizioni prestabilite o libere, nel quale si esprimono abilità motorie che vengono valutate secondo parametri quali: qualità della tecnica, kime “inteso come fissaggio della tecnica”, ritmo, potenza ( P= FxV) ed espressività.

Il kumite è un combattimento eseguito in coppia che richiede le seguenti abilità tecniche e tattiche:

1) Controllo degli attacchi (non deve essere assolutamente compromessa l’incolumità degli atleti);

2) Padronanza simmetrica (bilaterale) delle azioni;

3) Strutturazione spazio temporale (corretto uso della distanza e della scelta di tempo);

4) Tattica (organizzazione, razionalità, creatività del comportamento in fase di difesa e di attacco).

Nello sport ogni atleta interagisce con l’ambiente nell’esecuzione della sua prestazione, il che implica ovviamente l’attivazione di processi mentali**. Le discipline sportive vengono distinte in base alla provenienza delle informazioni da elaborare; la fonte di tali informazioni può essere sia esterna (ambiente) che interna (informazioni provenienti dai propriocettori o dalle rappresentazioni cognitive).

In base a tale criterio le discipline sportive vengono classificate come Open-Skill o Closed-Skill. Esempi di sport a Open-Skill sono il calcio, la scherma, il basket, la lotta, il tennis, il KUMITE nel karate, etc. Esempi di sport a Closed-Skill sono la ginnastica artistica, il pattinaggio artistico a rotelle e su ghiaccio, i tuffi, il KATA nel karate, etc. Per concludere, il karate per la completezza della preparazione fisica che fornisce (sviluppo delle capacità motorie coordinative e condizionali, in particolare, mobilità articolare, forza rapida e resistenza mista “aerobica - anaerobica alternata”) e per l’attivazione di entrambi i tipi di processi mentali (open e closed skill), è a tutti gli effetti uno sport completo.

** Per processi mentali si intendono tutte quelle funzioni che il cervello realizza per acquisire informazioni dall’ambiente circostante, per analizzarle e compararle con altre precedentemente memorizzate, per decidere una eventuale risposta motoria, programmarla e per controllarne l’esecuzione.

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